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Mineralogramma

Mineralogramma - SILVIA NATUROPATA ERBORISTA
Come si effettua oggi? semplicemente con una ciocca di capelli.

Spettrometria di massa, questa era la vecchia metodica per analizzare i primi mineralogrammi. Un sistema degli anni ’70, tutto americano poi migrato in Europa per analizzare metalli e rocce lunari. Fu utilizzato in medicina funzionale come prima indagine per quello che all’epoca era la mineralogia umana.

Ma che senso aveva analizzare i minerali nel corpo e perché proprio dal capello?

Il capello è come una stratificazione di anelli di un albero, riporta nella sua struttura la storia dei minerali umani, dell’alimentazione e dello stile di vita del soggetto. La spettrometria di massa era il test del mineralogramma di seconda generazione, all’epoca una vera rivoluzione in fatto di analisi.

Su un foglio velina si stampava un grafico dello spettro analizzato da una macchina che costava miliardi, utilizzata dalla NASA per testare la metallurgia dello Shuttle. Un medico in quel profilo buffo di colline e pizzi di curve sapeva leggere il sistema endocrino di chiunque e riequilibrare uno stato di salute precario e sfasato.

Oggi quell’antico metodo di osservare il sistema endocrino di un soggetto attraverso un profilo di minerali si usa poco ed è poco attendibile. Era la seconda generazione di test del mineralogramma e oggi qualcuno ancora invia il capello a Huston o ad Oxford per analizzare uno dei test fondamentali della medicina funzionale.

Poi venne il 2004 e fu la terza generazione dei test del mineralogramma. Quel buffo profilo di onde fluttuanti non era più determinato da uno spettrometro di massa, che fece il suo tempo ai tempi della guerra fredda, ma il nuovo brevetto dei laboratori Daphne Lab inaugurarono la terza generazione dei BioTest del mineralogramma: analisi dei minerali assoluti, metalli tossici, oligoelementi, minerali relativi, diete disintossicanti con una profondità di analisi basata sulle nuove onde n-dimensionali simile alla rappresentazione tridimensionale dello spazio di Calabi-Yau.

Partendo da una intuizione del 1994 su una sostanza che amplifica i segnali elettrici a base dimensionale, solo nel 2004 fu messo a punto un sistema capace di analizzare test di intolleranze alimentari, mineralogrammi, test sportivi e test della disbiosi intestinale. Si tratta della metasostanza e i nuovi BioTest di terza generazione sono i Test MX di Classe M, nuovi mineralogrammi di tecnologia avanzata per la classe medica.

La terza generazione dei test del mineralogramma MX fu convalidata da enti di ricerca come AIAS ed enti sanitari come ASL con uno studio pilota su 2500 ripetizioni che ne confermano l’attendibilità al 94%.

Intanto un buon mineralogramma deve misurare la funzionalità dei minerali in modo assoluto. Cioè quanto calcio funziona, quanto ferro, quanto potassio, ecc. il profilo dei minerali deve essere tra i più completi e con range di minimo e massimo. Subito si evince il minerale mancante e quindi l’integrazione ponderale da assumere.

Ma il mineralogramma misura anche i minerali in modo relativo, cioè il rapporto Ca/K (calcio/Potassio) misura la funzionalità tiroidea se è minore o maggiore di 4,2 significa una tendenza problematica della tiroide, mentre è normale quando è esattamente 4,2. Questo rapporto si chiama adimensionale e tutti i rapporti che si possono ottenere dagli incroci tra minerali spiegano le tendenze del nostro sistema endocrino.

Quindi per “aggiustare” il nostro sistema endocrino sarà necessario intervenire sulla dinamica funzionale di questi rapporti, variare cioè, il numeratore o il denominatore per riportare in asse il sistema ormonale.

Ecco che in questo squarcio di lettura che il test del mineralogramma diventa il riferimento previsionale del sistema PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico), e di come la sindrome di disadattamento emotivo colpisca il sistema ghiandolare endocrino.

Altri pannelli essenziali sono l’analisi delle tossine e metalli pesanti, che attualmente nel thema 02 del BioTest Mx dei laboratori Daphne Lab ha raggiunto i 23 metalli tossici tra cui cadmio, piombo, uranio, mercurio, idrogeno, rubidio, nikel, antimonio, alluminio e tanti altri. Con il test del mineralogramma dei laboratori Daphne Lab andiamo al di là della semplice determinazione di intossicazione da amalgame dentali.  

La presenza costante dei metalli tossici nell’organismo è indice di sintomi che spesso con nessun tipo di ricerca clinica è possibile comprenderne l’eziologia patologica. Attraverso il mineralogramma è possibile risalire a delle intossicazioni funzionali non quantificabili da analisi di laboratorio e questo porta a collocare la medicina funzionale tra le medicine integrative di primo soccorso e in prima linea per analisi di routine in medicina preventiva.

Il test del mineralogramma è stato arricchito di metaboliti tossici e inquinanti ambientali come i rapporti relativi tra Diossine e Amianto, ancora troppo presenti nell’ambiente circostante, soprattutto in molte regioni del nostro territorio. Conoscere il livello di intossicazione endogena da metalli tossici o esogena da inquinanti ambientali è estremamente importante per delineare una strategia terapeutica.

Per la prima volta la Daphne Lab ha inserito nel proprio test del mineralogramma anche i pannelli degli oligoelementi, al fine di identificare quale tipologie di oligoelementi è più indicata per il cliente/paziente, in che fascia di diatesi si colloca la sua struttura cellulare, in che direzione si compone una dieta disintossicante e riequilibrante per i minerali.

Il lavoro di anni di ricerca e l’equipe sanitaria dei laboratori Daphne Lab ha reso possibile un test che ha di gran lunga superato gli attuali mineralogrammi extraeuropei ed ha collocato l’azienda su un piano professionale di alta tecnologia d’avanguardia sia come qualità certificata ISO 9000 SINCERT-CSQ, sia come attendibilità da studi ASL.

Una serie di corsi e conferenze organizzate presso le strutture pubbliche (disponibili anche in DVD) completano l’interpretazione delle analisi del mineralogramma umano per la didattica dei 450 Daphne Point sul territorio italiano.


Il Mineralogramma: lo Strumento, l’analisi, il test.
Spettrometria di massa, questa era la vecchia metodica per analizzare i primi mineralogrammi. Un sistema degli anni ’70, tutto americano poi migrato in Europa per analizzare metalli e rocce lunari. Fu utilizzato in medicina funzionale come prima indagine per quello che all’epoca era la mineralogia umana.

Ma che senso aveva analizzare i minerali nel corpo e perché proprio dal capello?

Il capello è come una stratificazione di anelli di un albero, riporta nella sua struttura la storia dei minerali umani, dell’alimentazione e dello stile di vita del soggetto. La spettrometria di massa era il test del mineralogramma di seconda generazione, all’epoca una vera rivoluzione in fatto di analisi.

Su un foglio velina si stampava un grafico dello spettro analizzato da una macchina che costava miliardi, utilizzata dalla NASA per testare la metallurgia dello Shuttle. Un medico in quel profilo buffo di colline e pizzi di curve sapeva leggere il sistema endocrino di chiunque e riequilibrare uno stato di salute precario e sfasato.



Oggi quell’antico metodo di osservare il sistema endocrino di un soggetto attraverso un profilo di minerali si usa poco ed è poco attendibile. Era la seconda generazione di test del mineralogramma e oggi qualcuno ancora invia il capello a Huston o ad Oxford per analizzare uno dei test fondamentali della medicina funzionale.

Poi venne il 2004 e fu la terza generazione dei test del mineralogramma. Quel buffo profilo di onde fluttuanti non era più determinato da uno spettrometro di massa, che fece il suo tempo ai tempi della guerra fredda, ma il nuovo brevetto dei laboratori Daphne Lab inaugurarono la terza generazione dei BioTest del mineralogramma: analisi dei minerali assoluti, metalli tossici, oligoelementi, minerali relativi, diete disintossicanti con una profondità di analisi basata sulle nuove onde n-dimensionali simile alla rappresentazione tridimensionale dello spazio di Calabi-Yau.

Partendo da una intuizione del 1994 su una sostanza che amplifica i segnali elettrici a base dimensionale, solo nel 2004 fu messo a punto un sistema capace di analizzare test di intolleranze alimentari, mineralogrammi, test sportivi e test della disbiosi intestinale. Si tratta della metasostanza e i nuovi BioTest di terza generazione sono i Test MX di Classe M, nuovi mineralogrammi di tecnologia avanzata per la classe medica.

La terza generazione dei test del mineralogramma MX fu convalidata da enti di ricerca come AIAS ed enti sanitari come ASL con uno studio pilota su 2500 ripetizioni che ne confermano l’attendibilità al 94%.

Intanto un buon mineralogramma deve misurare la funzionalità dei minerali in modo assoluto. Cioè quanto calcio funziona, quanto ferro, quanto potassio, ecc. il profilo dei minerali deve essere tra i più completi e con range di minimo e massimo. Subito si evince il minerale mancante e quindi l’integrazione ponderale da assumere.

Ma il mineralogramma misura anche i minerali in modo relativo, cioè il rapporto Ca/K (calcio/Potassio) misura la funzionalità tiroidea se è minore o maggiore di 4,2 significa una tendenza problematica della tiroide, mentre è normale quando è esattamente 4,2. Questo rapporto si chiama adimensionale e tutti i rapporti che si possono ottenere dagli incroci tra minerali spiegano le tendenze del nostro sistema endocrino.

Quindi per “aggiustare” il nostro sistema endocrino sarà necessario intervenire sulla dinamica funzionale di questi rapporti, variare cioè, il numeratore o il denominatore per riportare in asse il sistema ormonale.

Ecco che in questo squarcio di lettura che il test del mineralogramma diventa il riferimento previsionale del sistema PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico), e di come la sindrome di disadattamento emotivo colpisca il sistema ghiandolare endocrino.

Altri pannelli essenziali sono l’analisi delle tossine e metalli pesanti, che attualmente nel thema 02 del BioTest Mx dei laboratori Daphne Lab ha raggiunto i 23 metalli tossici tra cui cadmio, piombo, uranio, mercurio, idrogeno, rubidio, nikel, antimonio, alluminio e tanti altri. Con il test del mineralogramma dei laboratori Daphne Lab andiamo al di là della semplice determinazione di intossicazione da amalgame dentali.

La presenza costante dei metalli tossici nell’organismo è indice di sintomi che spesso con nessun tipo di ricerca clinica è possibile comprenderne l’eziologia patologica. Attraverso il mineralogramma è possibile risalire a delle intossicazioni funzionali non quantificabili da analisi di laboratorio e questo porta a collocare la medicina funzionale tra le medicine integrative di primo soccorso e in prima linea per analisi di routine in medicina preventiva.

Il test del mineralogramma è stato arricchito di metaboliti tossici e inquinanti ambientali come i rapporti relativi tra Diossine e Amianto, ancora troppo presenti nell’ambiente circostante, soprattutto in molte regioni del nostro territorio. Conoscere il livello di intossicazione endogena da metalli tossici o esogena da inquinanti ambientali è estremamente importante per delineare una strategia terapeutica.

Per la prima volta la Daphne Lab ha inserito nel proprio test del mineralogramma anche i pannelli degli oligoelementi, al fine di identificare quale tipologie di oligoelementi è più indicata per il cliente/paziente, in che fascia di diatesi si colloca la sua struttura cellulare, in che direzione si compone una dieta disintossicante e riequilibrante per i minerali.

Il lavoro di anni di ricerca e l’equipe sanitaria dei laboratori Daphne Lab ha reso possibile un test che ha di gran lunga superato gli attuali mineralogrammi extraeuropei ed ha collocato l’azienda su un piano professionale di alta tecnologia d’avanguardia sia come qualità certificata ISO 9000 SINCERT-CSQ, sia come attendibilità da studi ASL.




 

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