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Articolo infiammazione cronica

Infiammazione, cos'è e quando diventa cronica

Infiammazione, cos'è e quando diventa cronica - SILVIA NATUROPATA ERBORISTA

Definiamo l’infiammazione

L’infiammazione o flogosi è caratterizzata da una serie di sintomi: calor  quindi aumento della temperatura), tumor  o gonfiore, rubor (arrossamento), dolor  (dolore) e la functio laesa (mal funzionamento della zona infiammata). I tipici processi infiammatori sono definiti con il suffisso ITE: gastrite, cistite, colite, dermatite, tracheite, borsite, gengivite ma anche la tanto odiata cellulite…In quanti ne soffriamo al giorno d’oggi!  Si potrebbe definire l’infiammazione come la malattia moderna.

Una risposta del nostro corpo 

In questi casi avviene una risposta naturale del corpo per combattere le infezioni da virus, batteri o funghi (ad esempio la candida) oppure contrastare danni causati da agenti esterni che attaccano il corpo come un trauma, calore, sostanze tossiche come gli acidi o reazioni immunitarie (allergie).

La risposta al danno è data dalle cellule vicine che attivano dei mediatori dell’infiammazione, i quali aumentano la permeabilità delle pareti dei vasi sanguigni, permettendo ai neutrofili (un tipo di globuli bianchi) di arrivare nella zona di origine del danno. I leucociti richiamano altre cellule del sistema immunitario: basofili, i mastociti e i linfociti che causano aumento di volume e della temperatura corporea. L’infiammazione ha quindi una fase di difesa ad opera del sistema immunitario; una fase di ricostruzione dei tessuti e infine quando i parametri ritornano alla normalità la matrice viene ricostruita e le cellule riprenderanno a replicarsi, il gonfiore terminerà e i vasi sanguigni riacquisteranno la normale permeabilità. Se la fase acuta non termina o non si  risolve completamente il processo si trasforma in cronico.

Quando diventa cronica

L’infiammazione acuta ha inizio brusco e risoluzione rapida mentre nell’infiammazione cronica, che quindi è presente da tempo. Si instaura una distruzione dei tessuti da parte del nostro stesso sistema immunitario nel tentativo di riparare il danno persistente e continuativo. L’infiammazione cronica rappresenta uno stato permanente di allarme, durante il quale il nostro organismo attiva gli stessi strumenti dell’infiammazione acuta, senza però giungere ad una fase di ricostruzione o di ritorno alla normalità. Si differenzia dall’infiammazione acuta soprattutto per la mancanza di sintomi e per la persistenza, che non trova una risoluzione dell’evento.

Un processo infiammatorio silente

È quindi un processo infiammatorio silente, non avvertito dal soggetto, in quanto non genera dolore o arrossamenti o tumefazioni evidenti, ma il tessuto interessato è costantemente in uno stato infiammato. Quando uno stimolo infiammatorio colpisce un organo, molte cellule vengono danneggiate o vanno in necrosi (morte cellulare) e i detriti che si formano costituiscono un’ulteriore stimolazione infiammatoria. In conseguenza di ciò si verificano una serie di eventi che coinvolgono il microcircolo e la matrice extracellulare che risulterà fortemente idratata; persisterà una maggiore permeabilità dei vasi sanguigni e saranno ancora presenti i macrofagi attirati da segnali chimici emessi dalle cellule in allerta. Inoltre, i tessuti coinvolti nell’infiammazione cronica saranno aggrediti massicciamente da radicali liberi.

L’infiammazione cronica collegata all’obesità

Un altro fondamentale pilastro dell’infiammazione cronica è dato dall’obesità, che contribuisce al fenomeno infiammatorio in modo significativo.

Si é sempre pensato che i depositi adiposi servissero come riserva per il corpo, invece il grasso corporeo ha anche un importante ruolo nella produzione di agenti infiammatori, ecco la correlazione sempre più frequente tra obesità malattie. E’ il grasso viscerale, soprattutto dell’addome, il maggiore responsabile di questo stato cronico perché in questa sede gli le cellule adipose sono più grandi, ciò sembra creare una maggiore produzione di elementi infiammatori.

Il ruolo dell’alimentazione

Le cellule del grasso viscerale sono le più sensibili all’azione dell’insulina e per questo motivo una dieta troppo ricca di carboidrati o zuccheri favorisce l’infiammazione e causa ritenzione idrica, dovuta appunto ad un aumento di acqua nella matrice extracellulare.

Le troppe calorie creano infiammazione, in caso di infiammazione cronica è consigliato eliminare i cibi ad alta densità calorica:

  • in primis  lo zucchero (saccarosio, glucosio, fruttosio e sciroppo di glucosio);
  • ridurre cibi ad alto indice glicemico come i dolci e i fritti e le fonti di grassi saturi (carni rosse, salumi, latticini e formaggi);
  • carboidrati raffinati: pane bianco, pasta bianca, e altri prodotti ricavati dalla farina bianca;
  • carni lavorate: würstel, insaccati, carne in scatola; snack preconfezionati: crackers, salatini;
  • oli vegetali idrogenati o vegetali trasformati chimicamente (di mais, e palma e colza) ; alcolici, in particolare i superalcolici.

Un aiuto naturale contro l’infiammazione cronica

  • Gli omega 3, ottimi antinfiammatori ad es l’olio di lino
  • Il potassio, per proteggere le cellule dall’eccesso insulinico.
  • Gli antiossidanti per diminuire l’azione dei radicali liberi come la vitamina C, l’aloe, il tè verde, i succhi vegetali come melograno, açai, mangostano…
  • Le spezie e gli aromi per il loro potere antinfiammatorio e antibatterico come zenzero, cannella, pepe nero, origano, timo, curcuma.
  • Il ribes nigrum in gemmoderivato, un ottimo rimedio naturale antinfiammatorio che agisce sulla produzione endogena di cortisone da parte delle ghiandole surrenali.
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